Contante, assegni e carte: la tracciabilità dei pagamenti

Per affinare gli strumenti del fisco nella lotta contro gli evasori, uno dei primi passi compiuti dal governo è stato quello di limitare la circolazione del contante, con un progressivo abbassamento del tetto massimo di contante utilizzabile, passato da 2500 euro a 1000 euro. Un obbligo che ha coinvolto anche la pubblica amministrazione, che non può effettuare pagamenti per importi superiori a questo limite (e da qui l’obbligo di aprire un conto corrente, libretto postale, ecc, per poter percepire la pensione, assegni sociali, e così via).

Tracciabilità pagamenti: eccezioni al tetto dei 1000 euro?

Qualche eccezione è stata introdotta, ma che non ha agevolato, portando anzi ad ulteriori restrizioni. Ad esempio le associazioni no profit o similari non possono accettare in contanti pagamenti che superano i 517 euro circa (approfondimento: Partita iva comunitaria). Tutti gli altri, anche nel caso del pagamento degli affitti, devono munirsi di strumenti elettronici per la riscossione, o utilizzare operazioni tracciabili, come assegni non trasferibili, bonifici, ecc.

Per cui anche i professionisti si sono visti obbligati a dotarsi di pos, e non sono previste eccezioni nemmeno per trasportatori, autotrasportatori, o altre categorie per le quali organizzarsi con supporti tecnologici per i pagamenti potrebbe essere un po complicato, o comunque abbastanza costoso.

La tracciabilità dei pagamenti: quali le conseguenze

Se non ci si attiene al limite imposto dalla legge, si va incontro a una probabile segnalazione al fisco, con conseguente accertamento. Tuttavia la legge dice che il limite di circolazione del contante vale per trasferimenti tra soggetti differenti, e non se riguardano lo stesso soggetto, il che ha lasciato spazio a forme creative di movimento di somme anche non modeste.

Tramite l’impiego di carte anonima o al portatore, si può ridurre l’effetto della tracciabilità, non essendo riconducibili a un conto corrente o un soggetto specifico. Proprio per questa ragione si tratta di strumenti che sono soggetti a evidenti limitazioni di importo (non a caso ci si ferma a 1000 euro come plafond massimo e, nel caso delle ricaricabili, con un forte limite anche come somme massime ricaricate in un anno). L’unica possibile riduzione di tracciabilità riconduce ad eventuali mezzi di pagamento, intestati a società offshore (vedi: Conto corrente offshore), che non abbiano una origine “illegale” (altrimenti partirebbero accertamenti, controlli, ecc).