Guida al funzionamento della temporanea importazione: come risparmiare sull’Iva

Esistono due situazioni che possono rientrare nella temporanea importazione e cioè: quella del trasporto di materiale usato per fiere, convegni, ecc, che quindi per loro natura sono soggetti a trasferimento entro e fuori il Paese; l’ipotesi di importazione di beni o materie che sono soggetti ad ulteriore trasformazione, per poi essere riesportati (questi beni vengono definiti compensatori).

In entrambe le ipotesi, per poter usufruire dei vantaggi della temporanea importazione (totale esenzione dei dazi doganali, ed esenzione totale o parziale dell’Iva) va fatta prima richiesta di ammissione temporanea (come nel caso dei beni che sono usati con carattere generalmente espositivo, con conseguente utilizzo del carnet ATA). Va comunque sottolineato che la temporanea importazione rientra nel regime attivo (ovvero ‘ultima trasformazione in Italia’), mentre la temporanea esportazione riguarda il regime passivo (vedi anche Rientro capitali dall’estero).

I vantaggi e i documenti necessari

Il vantaggio principale è quello di non dover pagare i dazi e l’Iva per ogni passaggio che questi beni avranno alla dogana (vedi anche Porto Franco), con poche limitazioni, che sono soprattutto di carattere amministrativo/dichiarativo e di carattere temporaneo (che prevede la “sospensione” del pagamento dovuto per 24 mesi).

Per quanto riguarda i beni compensatori tra i documenti da presentare per ottenere l’autorizzazione ci devono essere anche quelli che riguardano la giustificazione economica (ovvero indisponibilità parziale o totale degli stessi beni per poter effettuare la lavorazione), oltre che la natura “riconoscibile” dei beni per i quali si richiede la temporanea importazione.

Si definiscono beni compensatori le materie prime o i semi lavorati che hanno provenienza extra Ue, importati per lavorazione, per riparazione o anche solo la messa a punto, per prove tecniche, ecc ma sempre con carattere meramente “temporaneo” in quanto la finalità è quella della loro riesportazione.

Il versamento dei dazi doganali ha carattere puramente cauzionale, se viene riconosciuto il regime di temporanea amministrazione, e la relativa somma viene restituita (in misura pari al valore dei beni per i quali si ha l’effettiva esportazione) nel momento in cui si ha la loro riesportazione.

Sanzioni

Nel caso in cui dovesse essere accertata una differenza sulla quantità (in misura pari o superiore al 5% di quanto dichiarato), oppure sulla qualità delle merci per le quali si è beneficiato della temporanea importazione, si va incontro ad una sanzione che è può andare da una a 10 volte il controvalore dei dazi, con l’aggiunta dell’Iva dovuta e non pagata.