Irnr ed imposta sul valore aggiunto: conviene aprire una società in Spagna?

Il sistema fiscale della Spagna risulta essere abbastanza complesso, a causa di una struttura che si articola su diverse imposte applicate a residenti e non, e per l’organizzazione in base alla quale avviene il trasferimento di una parte del gettito (sia sulle imposte dirette che quelle indirette) alle autorità territorialmente competenti (vista la struttura simil federalista con cui è stata organizzato lo stato spagnolo). Il punto di unione delle varie norme sul prelievo di fondo, tanto per le persone fisiche che per le società, è rappresentato comunque dal Worldwide income.

Capitale Madrid
Lingua Castigliano
Moneta Euro
Forma Istituzionale Repubblica parlamentare
Imposte principali
  • Per le persone fisiche dal 24,75% al 52%
  • Per le società 30%

Tassazione in Spagna

Esistono due regimi di tassazione: uno è l’Irpf che viene applicato ai residenti, e uno è l’Irnr che si applica invece ai soggetti non residenti. In entrambi i casi la tassazione avviene sulla base di un sistema a scaglioni con aliquote progressive (vedi anche Confronto paesi offshore). Le varie autonomie locali hanno la possibilità di apportare delle modifiche alle singole aliquote e, di fatto, l’aliquota complessiva pagata si ottiene sommando sia quella di livello statale che regionale:

Imponibile Aliquota
Da 0 a 17.707 euro 24,75%
Da 17.708 euro a 33.007 euro 30,00%
Da 33.008 euro a 53.407 euro 40,00%
Da 53.408 euro a 120 mila euro 47,00%
Oltre 120 mila euro a 175 mila euro 49,00%
Da oltre 175 mila euro a 300 mila euro 51,00%
Oltre 300 mila euro 52,00%

Imposta reddito di società

Le società residenti vengono sottoposte all’Is, mentre le non residenti alla Irnr (per i soli redditi di fonte spagnola). L’aliquota è fissa, non progressiva, al 30%. Sono previste aliquote agevolate, rispettivamente del 20% e del 25% nei seguenti casi:

  • imprese con un fatturato del periodo di imposta precedente inferiore a 5 milioni di euro, con al massimo 24 dipendenti, e utili fino a un max di 300 mila euro;
  • stesso ammontare di utili, ma fatturato del periodo precedente fino a 10 milioni di euro.

Imposta sul valore aggiunto

L’aliquota ordinaria, di recente aumento, è del 21%, alla quale si aggiungono le due ridotte al 10% e al 4%. Ci sono alcune attività che sono esenti. Inoltre per le Canarie è prevista un’aliquota agevolata speciale, che si ferma al 7%.

Accordi Internazionali

Ci sono due accordi significativi, il primo del ’77, che è diventato operativo nel 1980, che mirava a eliminare la doppia tassazione, e ha introdotto il principio dello scambio di informazioni, rafforzato con l’altro accordo risalente al 1984.