Come funziona la registrazione delle fatture estere?

Per poter crescere o prosperare difficilmente le attività possono limitarsi al mercato domestico, per cui diventa quasi scontato dover acquistare una certa dimestichezza con quanto concerne alcuni aspetti contabili, e il rispetto di una serie di adempimenti, con risvolti di tipo fiscale. Tra questi vi è la questione della registrazione delle fatture estere, che costituisce un campo abbastanza complesso, e sul quale si è cercato di apportare delle forme di semplificazione, negli ultimi anni. Per semplicità si devono fare due distinzioni: quella legata alla registrazione delle fatture estere comunitarie o extracomunitarie, e quella che riguarda la sfera dei servizi o della produzione di beni.

Registrazione fatture estere intra-europee

In quanto si tratta di fatture legate ad operazioni intraeuropee, allora si applica l’inversione contabile (con doppia registrazione sia sul registro delle vendite che degli acquisti, anche se ovviamente le fatture di vendita non soggette ad Iva, mentre quelle di acquisto lo sono con l’aliquota del Paese di destinazione del bene o servizio). E ciò vale quindi anche nel caso in cui si tratti di un soggetto comunitario con rappresentanza fiscale in Italia, per il quale in più non si ha possibilità di scelta rispetto all’auto fatturazione, ma l’uso del reverse chance diventa obbligatorio.

Per quanto riguarda l’aspetto legato all’Iva, il committente di nazionalità italiana è quindi soggetto di imposta. Invece per la determinazione del momento in cui si devono adempiere gli obblighi fiscali, dal 2013 bisogna considerare la data di fatturazione (anche anticipata e parziale), senza considerare i pagamenti fatti in via anticipata, oppure il momento dell’inizio dell’invio della merce o del trasporto, o per i rapporti con carattere continuativo si fa riferimento al termine di ogni mese (lo stesso discorso si estende quindi nel caso di superamento dell’anno se c’è il carattere di continuità delle prestazioni).

Fa eccezione il discorso dei servizi per i quali, tramite intervento della Agenzia delle Entrate con propria circolare, si deve guardare al momento della conclusione o perfezionamento, attestato dal rilascio della fattura.

Registrazione fatture estere extra Ue

Il discorso si complica, in quanto bisogna considerare anche le differenze che ci sono tra le operazioni con i Paesi appartenenti alla black list. Se il committente è estero allora bisogna specificare che si tratta di operazione non soggetta ad Iva (approfondimento: Apertura partita iva comunitaria), mentre se si acquista da un soggetto estero, allora la registrazione viene fatta senza Iva, e si procede con l’autofattura.