Sostituti di imposta e modello 770: guida pratica, sanzioni e novità

La lista dei soggetti che devono presentare la dichiarazione dei redditi tramite il modello 770 è tra le più lunghe in assoluto, rispetto alle altre tipologie di ‘presentazioni’ ammesse dall’Agenzia delle Entrate, soprattutto caso di quello “ordinario”.

Si va dai condomini ai trust, dalle società coniugali a quelle commerciali, ecc. Infatti si tratta di una dichiarazione che va fatta di anno in anno da questi soggetti che sono “sostituti di imposta” abbracciando una gamma molto estesa di casistiche (come nel caso dei legali rappresentati di chi risiede proprio all’estero). Ciò che non differisce tra modello semplificato o ordinario è la modalità di presentazione, che deve avvenire per via telematica, e che quindi va fatta rivolgendosi ai professionisti abilitati oppure direttamente (tramite Fisconline o Entratel a seconda che la dichiarazione riguardi meno o più di 20 persone).

Termini di presentazione

La presentazione va fatta entro la data di settembre riportata sul sito dell’Agenzia delle Entrate (nel 2015 è stato il 21 settembre) anche se annualmente viene concessa una proroga al termine originario (vedi anche Guida ai pagamenti in contanti). Le principali differenze tra il modello semplificato e quello ordinario riguarda principalmente i contenuti, essendo il secondo pensato per l’indicazione delle operazioni che sono considerate “fiscalmente rilevanti” (quindi il pagamento di dividendi, partecipazioni, e in generale proventi di natura “finanziaria”). Ci rientrano anche le dichiarazioni di somme derivanti da vincite, premi, oppure il riscatto di assicurazioni vita. Invece quello semplificato riguarda le ritenute sui redditi da lavoro dipendente, oppure i redditi da pensioni private, le indennità di fine rapporto, ecc.

Sanzioni

Nel caso di errori di tipo sostanziale o formale (in questo caso non si hanno effetti sulla base imponibile), si possono limitare i danni, ovvero gli esborsi, tramite il ravvedimento operoso. Ovviamente come condizione fondamentale rimane quella che stabilisce che non sia stato già accertato l’errore o l’omissione da parte del Fisco stesso, ma deve essere preventivo e completamente motivato dalla propria volontà di sistemare l’errore e mettersi in regola (vedi anche Come pagare meno tasse). A seconda anche del momento in cui si passa all’azione del ravvedimento operoso, e delle ragioni per il quale si sceglie di effettuarlo (ovvero ritardata presentazione oppure dichiarazione infedele) si ha anche una più o meno sostanziale riduzione delle sanzioni altrimenti dovute.