Libia: tassazione ‘realmente’ agevolata?

La Libia più che passare per un paradiso fiscale, rientra nella fascia sempre più nutrita di nazioni che offrono una tassazione “agevolata” anche se solo per determinate categorie. In primi offre il vantaggio di vedere i redditi tassati in egual modo tanto per i residenti che per i non residenti. Tuttavia non presenta un sistema fiscale completamente semplificato, prevedendo diverse tipologie di tasse a seconda del tipo di attività che porta alla produzione del reddito stesso (redditi commerciali, industriali, da lavoro dipendente, ecc).

Capitale Tripoli
Lingua Arabo, italiano
Moneta Dinaro libico
Forma Istituzionale Repubblica parlamentare
Imposte principali
  • Redditi per persone fisiche: a scaglioni da 0 a 35% più tassa addizionale 1-3%
  • Redditi per società: aliquota dal 20% al 60% più tassa addizionale 2-4%

Tassazione in Libia

Per i redditi prodotti dalle persone fisiche, è prevista un’aliquota ordinaria, che parte dal 15% al di sopra dei 4 mila dinari libici (al di sotto sono esenti) e che, secondo i vari scaglioni, può arrivare fino al massimo del 35%. I dipendenti partono da un’aliquota più bassa, ovvero dall’8%, ed incontrano numerose agevolazioni grazie alla riduzione della base imponibile legata anche ai carichi familiari. Alle stesse aliquote sono assoggettati anche i dividendi ed i redditi che rientrano nel capital gain (sempre nel rispetto dell’aliquota relativa allo scaglione in cui si rientra). I proventi da libretti di risparmio, conti deposito, ecc, sono tassati alla fonte con un’aliquota del 15%. La tassa addizionale, la jihad tax va dall’1 al 3%.

Imposta reddito di società

Anche per le società il sistema fiscale è strutturato su vari scaglioni, che partono dal 20% fino ad un massimo del 60%, e che viene applicato sulla quasi totalità di società, con la sola eccezione delle società petrolifere che hanno un regime autonomo e differente, e per le società agricole sottoposte ad un’aliquota fissa del 5%. Anche per i redditi delle società non c’è differenza tra residenti ed i ‘non residenti’ per il trattamento fiscale. Non mancano eccezioni, tra le quali la totale o quasi totale esenzione per le società straniere aggiudicatarie dell’assegnazione di lavori sul territorio libico. Per quanto invece concerne le società petrolifere queste pagano le imposte in natura, ovvero tramite la consegna di barili di petrolio o suoi raffinati. La tassa addizionale è prevista anche per le persone giuridiche con un’aliquota che può andare dal 2% al 4%.

Imposta sul valore aggiunto

Non esiste l’Iva. Tra le imposte indirette ci sono l’imposta di bollo sui contratti, fissata all’1%, tranne che per quelli di natura finanziaria, come mutui, leasing, ecc che hanno un’aliquota fissata tra lo 0,1% e lo 0,5%,.

Accordi Internazionali

La Libia nonostante la grande importanza che attribuisce ai capitali stranieri per sostenere gli investimenti, non è tra i Paesi più attivi nella stipula di accordi per evitare la doppia tassazione. Nel 2009 ne ha stipulato uno con l’Italia, ma che ancora non è entrato in vigore.

Ed è proprio l’assenza di chiarezza e di certezze, dal punto di vista della sicurezza ed anche sotto il profilo economico, che rendono lo Stato libico poco interessante agli occhi degli investitori internazionali. Allo stato attuale in Libia ci sono due parlamenti che operano definendo linee guida differenti, e senza nessuna collaborazione tra di loro, con sede uno a Tripoli e l’altro a Tobruk. Nel mezzo c’è l’Isis che si sta espandendo ulteriormente, e che rende la situazione complessiva ancora più instabile