Guida alla tassazione in Israele: le novità 2016

Il Pil israeliano subisce delle fasi di stagnazione fisiologiche molto distanziate e di breve durata, per cui si tratta di una nazione in cui l’economia ed il fisco funzionano molto bene. Le leggi sulla tassazione sono chiare e trasparenti e, nel 2015 (prorogata anche per il 2016), è stata aperta una finestra sulla voluntary disclosure per le attività che i residenti hanno all’estero.

Capitale Gerusalemme
Lingua Ebraico
Moneta Nuovo siclo israeliano
Forma Istituzionale Repubblica parlamentare
Imposte principali
  • Persone fisiche: dal 10% al 50%
  • Società: 25%

Tassazione

La base fiscale viene determinata sommando tutti i redditi percepiti indipendentemente dal settore di provenienza (lavoro dipendente, autonomo, di impresa, da locazione, ecc), sia per i residenti che per i non residenti, se prodotti nel territorio di Israele. In più i residenti vedono tassati i redditi percepiti ovunque prodotti. Le ‘persone fisiche’ sono sottoposte ad aliquote in base agli scaglioni di appartenenza, che per il 2016 sono stati rivisti, arrivando alla tabella seguente:

Nuovo siclo israeliano Aliquote
Fino a 63.240 10%
Da 63.241 a 108.000 14%
Da 108.001 a 167.880 21%
Da 168.881 a 239.760 31%
Da 239.761 a 501.480 34%
Da 501.480 a 811.560 48%
Oltre 811.560 50%

Ci sono però alcune eccezioni, che sono:

  • locazioni di importo annuo fino a 5.080 sicli: esenti;
  • redditi da capital gain: aliquota fissa al 25%;
  • residenti per la prima volta o che tornano residenti dopo 10 anni (dal 2009 altrimenti dopo 5 anni): esenzione per i redditi di provenienza estera se già percepiti prima del rientro.

Imposta reddito di società

Per il 2016 è stata programmata la riduzione dell’aliquota delle società dal 26,5% al 17% (con un primo step dal 26,5% al 25%). Per la determinazione della base imponibile si usa lo stesso criterio adottato per i redditi delle persone fisiche.

Esiste in aggiunta un sistema di agevolazioni, che prevede l’applicazione di aliquote ridotte, che sono determinate a seconda del settore in cui si opera e della zona geografica in cui si decide di andare ad operare. Ci sono numerosi incentivi, pagati dallo stato, per settori considerati di particolare importanza, come nell’ambito della ricerca e sviluppo, con contributi che vanno dal 20% fino al 50% della spesa sostenuta per la ricerca stessa.

Le royalties, gli interessi e i dividendi scontano un’aliquota del 25%. Ci sono a anche qui delle eccezioni, fino all’esenzione per i dividendi che passano da una società israeliana ad un’altra società israeliana. Agevolazioni anche per le holding israeliane che acquistano partecipazioni in società straniere, che possono andare dall’esenzione all’applicazione di aliquote agevolate (vedi anche Investimenti sicuri).

Imposta sul valore aggiunto

L’Iva ha subito nel 2016 una modesta riduzione, dal 18% al 17%, ma secondo i programmi annunciati dal governo si vorrebbe ridurre ancora in futuro. L’imposta è dovuta se si raggiunge un volume di affari di almeno 100.000 ILS. Per alcuni beni è prevista l’aliquota allo 0% (servizi turistici, trasporto aereo e marittimo, vendita della frutta).

Accordi Internazionali

Israele è membro dell’ Ocse dal 2010. Ha stipulato più di 50 accordi contro la doppia tassazione ed in particolare con l’Italia la firma risale alla ratifica avvenuta con la legge n. 371 del 9 ottobre 1997. L’entrata in vigore c’è stata alla fine dell’estate del 1998.