Isole Cayman: sono ancora un paradiso offshore?

In un periodo in cui i paradisi fiscali così come li conoscevamo, almeno per sentito dire fino a qualche tempo fa, stanno scomparendo, le Isole Cayman, almeno per il momento costituiscono ancora una eccezione. Da qui la principale ragione per la quale rappresentano ancora la meta più ricercata da società offshore e banche (vedi anche Conto corrente offshore). Il primo business è ovviamente di tipo bancario-finanziario, ed il secondo invece è turistico.

Capitale George Town
Lingua Inglese
Moneta Dollaro delle Cayman
Forma Istituzionale Monarchia Parlamentare
Imposte principali
  • Tassa di “imbarco” per il turismo (12,5 dollari Usa) e tassa alberghiera al 10%
  • Imposta di bollo sull’acquisto degli immobili (dal 7,5% al 9%)
  • Costo di costituzione e rinnovo licenza da un minimo di 701 dollari per non residenti

Tassazione alle Isole Cayman

Il governo locale sta studiando un sistema per far pagare le tasse ai non residenti, tuttavia al momento non è prevista alcuna forma di tassazione diretta o indiretta su: attività produttive, salari, capital gain o rendite di qualsiasi tipologia.

A fare da eccezione, nel sistema delle imposte sono solamente:

  • l’imposta per il turismo che deve essere pagata ‘ad personam’ da tutti i turisti che abbiano compiuto 12 anni;
  • l’imposta di bollo per l’acquisto di immobili, di qualsiasi tipo, con una aliquota che non può essere inferiore al prezzo di vendita dell’immobile, né superiore al 9% (alzata dal range che era dal 4% al 7,5%), alla quale va aggiunta la commissione sull’iscrizione di ipoteche, che parte dall’1,5%.E’ molto di moda la vendita di immobili arredati, in questi casi bisogna far stimare o valutare il valore del mobilio, così da sottrarlo ai fini del calcolo dell’imposta stessa, dal prezzo di vendita.

Imposta reddito società

Non è prevista alcuna imposta né per residenti che non residenti e società offshore.

Imposta sulle importazioni

Le aliquote applicate sono molto variabili, ma nella media si è intorno al 20%. Ci sono tuttavia poche restrizioni che oltre a riguardare armi, droghe, interessano anche alcuni tipi di animali e di vegetali.

Accordi internazionali

Non ci sono accordi specifici che possano far parlare di veri e propri trattati o regolamenti internazionali, con la sola eccezione degli Usa. Esistono accordi sulla trasparenza, con numerosi Paesi Europei, il cui numero è in crescita al fine di rispettare le indicazioni dell’OCSE.

Accordi già in essere con: Danimarca, Norvegia, Finlandia, Svezia, Groenlandia, e Islanda, Regno Unito e Irlanda, le Isole Faroe, Nuova Zelanda, Paesi Bassi. Recentemente è stato stipulato un accordo anche con l’Italia che ha fatto depennare le isole Cayman dalla Black list.