Aprire un’attività a Barbados conviene? Guida alle imposte

Barbados non rappresenta solo una delle isole più famose e belle delle Antille, ma anche una meta molto ambita dalle società straniere, grazie alla tassazione favorevole ed alla ridotta burocrazia che caratterizza l’apertura di società.

Capitale Bridgetown
Lingua Inglese, bajan
Moneta Dollaro di Barbados
Forma Istituzionale Monarchia parlamentare – Commowealth
Imposte principali
  • Su reddito delle società a partire dal 15%
  • Su reddito personale dal 20%

Tassazione Barbados

In molti Paesi, come l’Italia, è considerato un paradiso fiscale, e quindi inserito nella black list. Tuttavia per le Barbados non si può parlare di esenzione fiscale, ma solo di tassazione agevolata, che comunque coinvolge: i redditi da società, quelli personali, pagamento di contributi ed il pagamento dei dazi assimilabile all’Iva. I proventi da capital gain invece non sono tassati. Ci sono alcuni tipi di società offshore che usufruiscono di incentivi da parte dello stato, tramite riduzione delle aliquote di tassazione (che scendono tra l’1% e il 2,5%).

Imposta reddito società

Per quanto riguarda la tassazione delle società non residenti, si applica un’aliquota unica del 15% sui dividenti e similari (per quelle residenti è del 15% ridotta al 5% per le imprese “piccole”), alla quale va aggiunta l’imposta societaria del 25% più una del 10% sulle rimesse. Invece le aliquote per i redditi personali dei non residenti (con tassazione dei soli proventi prodotti alle Barbados), va da un minimo di 20%, per redditi fino a 24.200 dollari di Barbados, al 35% per quelli superiore (prevista detrazione fino a 25 mila dollari di Barbados).

Imposta sulle importazioni

L’imposta sul valore aggiunto è variabile e va da un minimo dello 0% ad un massimo del 17,5%.

Accordi internazionali

Le Barbados hanno stipulato una serie di accordi bilaterali con numerosi Paesi, ma non l’Italia (che l’ha inserita ancora nella nuova black list dalla quale ha tolto 21 paesi). Alcuni di questi accordi prevedono riduzioni dell’imposizione o addirittura totale esenzione sui proventi legate a rendite finanziarie, royalties e più in generale da capital gain, se sono possedute alcune condizioni specifiche (vedi Come investire all’estero).

Tra i paesi europei firmatari ci sono: Spagna, Regno unito, Svezia, Austria, Finlandia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi bassi. E’ prevista sempre collaborazione, al di là degli accordi, nel caso di sospetto di attività illecite o criminose.