Come aprire una società offshore

I motivi che spingono una società ad aprire una sua succursale offshore sono fondamentalmente due: ridurre il carico fiscale e proteggere i propri capitali, sfruttando le legislazioni favorevoli dei paradisi fiscali.

La costituzione di una società offshore è perfettamente legale (sono alcune delle operazioni che queste società compiono ad essere illecite), e uno dei principali vantaggi offerti è rappresentato dalla possibilità di mantenere anonimi i soci e di limitare la responsabilità degli azionisti grazie all’emissione di azioni al portatore.
L’anonimato viene garantito, di conseguenza, anche nell’esecuzione di operazioni come l’apertura di conti correnti, l’acquisto di partecipazioni in altre società, anche del paese di residenza, operazioni di compravendita, le quali sono assoggettate ai regimi IVA dello stato offshore.

Per le sue caratteristiche politiche ed economiche, per il suo sistema bancario, per le condizioni di vita e, perché no, anche per quelle climatiche, da sempre Panama è tra le mete preferite per l’apertura di una società offshore, così come le vicine Isole Cayman.

Ogni paradiso fiscale offre forme societarie ad hoc, che, seppur variando nella denominazione, sono sottoposte a regole grosso modo simili come la già accennata possibilità di emettere azioni al portatore o quella di custodire i documenti societari e contabili in ogni parte del mondo.

L’aumento del giro d’affari delle società offshore, e la crescente richiesta di informazioni, hanno favorito la nascita di centinaia di imprese di consulenza Offshore che offrono assistenza a chiunque voglia effettuare questo tipo di investimento, curando la fondazione della società in tutte le sue fasi e fornendo adeguata assistenza legale.

I costi costitutivi variano da poche centinaia a qualche migliaio di euro, in funzione della forma societaria scelta e dalla volontà di affidare la pratica ad un professionista o meno.

Le società offshore hanno la possibilità di aprire una loro succursale in Italia, che può avere due configurazioni.
La prima è il Representative Office, ovvero un ufficio di rappresentanza della società estera nel nostro paese. Si tratta della soluzione più semplice, poiché necessita solo di un codice fiscale, dell’apertura della posizione IVA, e della comunicazione alla camera di commercio di zona.

Un po’ più complicata è l’identificazione della società presso i Pubblici Registri: pur mantenendo la configurazione estera, quella italiana diverrà una Srl a tutti gli effetti con tutti gli obblighi che ne conseguono, rimanendo soggetta alla legislazione estera nei casi di fallimento.